La Mostra

La Mostra

 

 

La Mostra itinerante "Bambole Reborn in Arte" è un evento unico nel suo genere in Italia e propone l’esposizione di una serie di opere realizzate a mano, artigianalmente, attraverso la tecnica del reborning, dall’ artista catanese, una delle più brave Reborn Artists italiane ed internazionali.

 

La prima Personale di Laura Cosentino si è tenuta presso le Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” di Catania, dal 6 al 20 maggio 2017, regitrando un grande successo di consenso e di pubblico con circa 8.000 visitatori nelle due settimane di esposizione.

 

L’arte del reborning richiede grande passione, amore, pazienza e soprattutto creatività, dote innata che non tutti possiedono. Le Bambole Reborn ed il reborning seguono il filone dell’iperrealismo, movimento artistico nato in America tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta.

 

Il reborning è un’arte relativamente nuova, nata negli anni novanta dello scorso secolo e diffusasi in tutto il mondo, compresa l’Italia, da un decennio, con Istituzioni e Associazioni quali IIORA, IRDA, Pra*ise, RASE, doll show di settore molto famose negli Stati Uniti e con una forte presenza sul web attraverso forum, pagine social di artiste e collezioniste.

 

Una bambola reborn è un unicum, con “certificate of authenticity” rilasciato dalla reborn sculptor e dalla reborn artist, ed è un’ opera da collezione, non adatta al gioco.

La mostra “Bambole Reborn in Arte”, è un evento unico nel suo genere in Italia, che Laura Cosentino ha fortemente voluto a Catania.

 

 

 

Le Location

 

BIBLIOTECHE RIUNITE "CIVICA E URSINO RECUPERO" CATANIA, 6-20 Maggio 2017

 

Le Biblioteche Riunite "Civica e A. Ursino Recupero di Catania", luogo incantevole di grande passato e cultura, si trovano all'interno di un' altra location importante, il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l'Arena sito in Piazza Dante.

 

Monastero benedettino, tra i più grandi d'Europa, nato intorno alla seconda metà del 500, dal 2002 inserito nell'elenco del patrimonio mondiale dell'UNESCO come "gioiello del tardo-barocco siciliano" facente parte all'itinerario del "tardo-barocco siciliano del Val di Noto" e oggi sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania.

 

Le Biblioteche Riunite "Civica e A. Ursino Recupero" nascono con questa denominazione l'11 maggio 1931 unificando la Biblioteca Comunale benedettina poi Civica, con la Biblioteca Ursino Recupero.

 

La Biblioteca Civica di Catania a sua volta inglobava la Biblioteca dei benedettini o Libreria dei PP. Cassinesi dell'Abbazia Cassinese di San Nicolò l'Arena (nata intorno al 1163) e la Biblioteca-Museo Mario Rapisardi.

 

Attualmente la Biblioteca, oltre ad una dotazione libraria composta da circa 270.000 volumi, possiede volumi ed opuscoli a stampa dei secoli XVIII-XX, 1696 pergamene (secoli XII-XIX), circa 2.000 manoscritti (tra i quali figurano numerosi codici miniati, come la splendida Bibbia dei sec. XIII-XIV attribuita a Pietro Cavallini e il raffinatissimo Officium Beatae Mariae Virginis del sec. XV di scuola fiorentina), oltre 4.000 lettere, circa 2.000 disegni, 132 incunaboli, circa 4.000 cinquecentine, alcuni erbari del ‘700, circa 600 fotografie, un migliaio di stampe e fogli volanti, più di 7.000 periodici, in gran parte estinti.

 

La Mostra sarà anche un momento per ammirare, come detto, un luogo magico ed incantevole. La Biblioteca è formata da varie sale, partendo dall'ingresso si hanno la Sala Consultazione, la Sala Lettura, la Direzione, la Sala Ursino Recupero, la Sala delle Epigrafe Greche o Latine o Sala 5.

Se si svolta sulla sinistra dalla Sala Lettura attraverso un ingresso si arriva al Corridoio dell'Elefante, al Refettorio Piccolo o di Grasso o Sala Rotonda ed infine al fiore all'occhiello dell'intero complesso che è la Sala Vaccarini o Libreria dei PP. Cassinesi.

 

La Biblioteca, gestita oggi con sapiente amore e passione dalla Direttrice dott.ssa Rita Angela Carbonaro, offre inoltre una gamma di servizi tra i quali informazioni bibliografiche, visite guidate, stages, manifestazioni culturali di vario genere, convegni, eventi espositivi, oltre il ruolo istituzionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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STABILIMENTO MONACO

MISTERBIANCO (CT), 10-12 Novenbre 2017

 

La Storia dello Stabilimento Monaco

(tratta da Wikipedia)

 

Lo Stabilimento di Monaco era in origine un opificio che comprendeva un complesso di capannoni (ora scomparsi) adibiti a diversi tipi di lavorazione artigianale, tra cui la produzione dell'olio di oliva e la distillazione del cognac; la proprietà degli immobili era di proprietà della famiglia Monaco cui faceva capo l'imprenditore omonimo Francesco insieme ai rispettivi figli. L'edificio ha più entrate e la principale è quella sita in via Municipio, mentre le altre sono tutte secondarie e si trovano sia nella medesima strada che in quelle laterali, la via Archimede e la via Galliano.

 

Lo stabilimento venne costruito alla fine del XIX secolo con l'obbiettivo di incentivare la produzione moderna e innovativa nei settori, pastificio, distilleria e mulino. Conobbe un costante sviluppo tecnico e produttivo e la sua fama arrivò a destare l'interesse del governo nazionale, tanto che lo stesso presidente del consiglio Giovanni Giolitti venne a visitare nel 1901 l'industria. Lo stabilimento è noto per aver adottato per primo l'illuminazione elettrica nel 1919; il paese era equipaggiato dal 1866 esclusivamente di lampade a olio per l'illuminazione e l'amministrazione comunale provvedette solo nel 1923 a cambiare tale consuetudine.

Nonostante i buoni propositi del buon andamento del lavoro e il fatto di poter contare su collaborazioni con la Ferrovia Circumetnea per il trasporto delle merci e con l'amministrazione comunale di Misterbianco sul piano delle autorizzazioni, l'industria della famiglia Monaco ebbe vita breve: la sera del 20 aprile del 1922 un violento incendio di origine probabilmente dolosa devastò l'intera sede principale ponendo fine alla fortunata attività lavorativa che aveva conosciuto lo stabilimento; dalle notizie riportate dalla stampa locale, in seguito si suppose che fu lo stesso fondatore Francesco Monaco ad appiccare l'incendio, poiché probabilmente oppresso da problemi derivati da disaccordi con i numerosi dipendenti.

 

Situazione recente

Dalla notte in cui scoppiò l'incendio, i locali superstiti e le strutture fatiscenti vennero abbandonate a se stesse, alcune di esse vennero logorate dalle intemperie e furono spazio naturale per la crescita della vegetazione spontanea, mentre le parti minori distaccate dei capannoni furono vendute e in parte demolite in favore di moderni edifici per l'abitazione civile.

 

Del fabbricato originale è rimasta la sede principale che a partire dal 2002 è stata oggetto di interesse da parte dell'amministrazione comunale di Misterbianco per la riqualificazione della parte rimasta in parte meno danneggiata dalle fiamme e che nel 2009 è stata rimessa in uso per essere adibita in condivisione: la parte superiore dei locali è stata rilevata per l'ampliamento di alcuni uffici, mentre il pian terreno è divenuto deposito per i costumi del consueto carnevale annuale.

 

Copyright @ 2017 Laura Reborn Dolls